La disciplina dell’implantologia riguarda la sostituzione di denti mancanti con radici in titanio ancorate nell’osso in grado di sostenere singoli denti o gruppi di essi e possono servire da supporti per una protesi completa.
L’impianto endosseo è costituito da una vite in titanio, un materiale biocompatibile che viene inserito nell’osso, e che attraverso la progressiva guarigione del dente, si fonde o integra con l’osso stesso permettendo il posizionamento di una protesi fissa o mobile.
L’utilizzo di questa soluzione implantare permette di conservare i denti integri vicini allo spazio da colmare, riempire con una protesi il dente perso e riacquistare piena fiducia nel proprio sorriso.
L’impianto integrato, se ben conservato e controllato costantemente dal professionista, può durare decine di anni.
Il rigetto dell’impianto: un falso mito da sfatare
Si sente correntemente parlare di rigetto dell’impianto come una reazione del nostro organismo ad un corpo estraneo che contiene antigeni proteici estranei.
Questa reazione viene però erroneamente definita in quanto, negli impianti certificati, questa proteina è assente per definizione.
Ciò che può avvenire è una guarigione non correttamente avvenuta, causata da possibili errori tecnici che portano ad una mancata osteointegrazione dell’impianto.
In questo caso si potrà pensare ad un re-inserimento di un nuovo impianto.